SADOMASOSEX o quando Norbhert subi la giusta punizione al cospetto di un folto pubblico.

Vincenzo con il quale ho spartito alcune uscite incursioni fuori Bamako mi dice se me la sento di visitare un mercato degli schiavi (...) perduto nella bruce a qualche centinaio di km,rifiuto  decisamente anche perchè V.è uno specialista nel infilarsi nei guai oltre che essere un tipo fuori da ogni norma e pure con qualche tratto psicopatico.Non dubito che possa ancora esistere un tal genere di commercio abbastanza diffuso nelle zone piu depresse e desolate,ma sono sicuro che con il suo sadismo riuscirebbe a farsi passare per un acquirente e promettere "libertà" ad una delle sue vittime  per poi farsi beffa del poveretto o della poveretta.Debbo dire che dopo alcune infelici approcci alle cose africane con lui ho fatto il possibile per darmela a gambe;ciononnostante è grazie a lui che conosco Norbhert,un francese unico di uno spirito generoso e trascinante,ha dovuto lasciare la Costa d'Avorio di tutta fretta abbandonandovi tutte le sue cose e i suoi affari e giunto a Bamako è stato per cosi dire preso in cura da me e da alcuni amici,io gli ho offerto volentieri una stanza a fianco della mia casa studio di pittura .Mai e poi mai avrei potuto immaginare di trovarmi in una commedia divertentissima,buffa,grottesca,comica come quella in cui mi ha coinvolto Norbhert. Una notte come tante a Bamako,di quelle in cui il  black aut  blocca il condizionatore(...)e ti tocca cercare da qualche parte della città qualcosa aperto e dotato di un generatore autonomo,io giungo nei pressi dell'ambasciata Americana(la prima volta che ci passai vicino mi presero per un Iraniamo e vollero interrogarmi...me la cavai con lo spagnolo e mi lasciarono in pace anche se avevo la barba), li c'è l'Escale,un bar discoteca in cui ci si incontra un po tutti neri e bianchi di ogni nazionalità e ovviamente battuto da bellissime ragazze....E infatti tra una birra e l'altra ne noto una che balla con una grazia felina,molto bella,tra me mi dico che non è una Bambarà,forse una Toutcoleur o nella migliore delle ipotesi una Peul (le amavo per la loro fierezza,per la loro memoria etnica intatta,combattiva).Il tempo passa e non me ne accorgo,sono ammirato,continua a guardarla senza pudore e probabilmente anche lei lo sa,balla senza pausa apparentemente instancabile e incurante di chi gli stà intorno.All'alba sto per andarmene e forse lei lo ha capito,o almeno sà che la sua grazia intimorisce,intimidisce."Ti conosco...sei l'amico di Oumou" mi dice sorridendo,e incominciamo a chiacchierare,le esprimo la mia ammirazione per come balla,sorride un po da ragazzina,"sto per andare a casa,vuoi venire?"le dico semplicemente e senza malizia,con naturalezza,la stessa naturalezza che a fatica avevo imparato,una franchezza naturale;non volevo neccessariamente dire vieni a casa mia che ci "buttiamo all'aria",non ce n'era mai stato bisogno,erano sempre loro che sceglievano,che avevano scelto dal primo istante in cui appaio al loro orizonte,sceglievano un amico,un protettore,un confidente un po speciale (sapevano che ero un pittore),una frequentazione occasionale per qualche giorno per assicurarsi un tetto durante i loro vagabondaggi (specie le ragazze di certe etnie interpretavano la gioventu come un viaggio avventuroso con immensa curiosità,anche verso il bianco,poi si sposavano e per cosi dire "mettevano la testa a posto").E a dir la verità...non mi era estranea del tutto l'idea di una relazione ma rammentavo la regola (specie con Vincenzo) "in Africa le sorprese non finiscono mai ! ". A casa le indico dove sia la doccia e le indico la sua  camera,quella di Norbhert e la mia. Dopo una mezzoretta non sentendola arrivare apro la porta della sua camera,una venere,una pantera sul cui corpo si riflette ancora per un attimo prima dell'alba la notte piu nera,giace nel sonno in un abbandono sensuale e sfinito;in un angolo la zanzariera non dispiegata,socchiudo la porta delicatamente e ritorno sui miei passi.Poco dopo arriva Norbhert,non da solo,non è mai solo,ce n'è sempre una,questa è alta e filiforme,sembra quasi una Etiope...Dicevo almeno due,tre al    giorno,belle,brutte,malate,anziane,giovanissime,contente,scherzano,giocano e si infilano nella sua camera,stappo due birre ,gliela porgo e lo saluto,mi sorride con complicità,sà che la cosa non mi disturba,neanche il baccano che fanno durante i giochi preliminari,le risa delle ragazze,mi sembra tutto cosi unico,cosi raro...Norbhert è qualcosa di speciale,una venere reincarnata in un corpo d'uomo,neanche tanto bello ma di un humor trascinante, lo conosciamo tutti ormai a Bamako.Una delle sue conquiste so che è una quasi prostituta,una delle meglio pagate tanto che ha una vettura tutta sua,lei è felice di prestarla a Norbhert,ovviamente lui assume l'impegno di una certa "fedeltà",a garantirla ci pensano le amiche di lei ma con lui tutto è inutile,nessun pensiero oscura il suo sorriso con un che di innocente.Sento una macchina arrivare,il rumore del motore mi è famigliare...è Huley,furiosa,le hanno detto che Norbhert è a casa con un'altra,non mi ci vuole molto ad immaginarlo...busso alla porta di lui e lo metto sull'avviso..."c'è Huley!" non si scompone piu di tanto,appare solo un po seccato,l'altra esce nuda e curiosa perchè intanto un po di baccano Huley lo stà facendo in uno dei vari dialetti che ancora non capisco..."je suis pour rien..." dico a Huley e la supplico di calmarsi perchè i vicini...come parlare al muro,punta con il dito l'altra che fà spallucce,le dice qualcosa di "terribile" (gli insulti li sono terribili) e l'altra reagisce facendo un smorfia di spregio e minacciando a sua volta con un gesto...Norbhert a braccia conserte osserva abbastanza serio,forse pensa alla macchina che gli sembrava cosi carina e che non avrà piu a disposizione.Huley sfila dai jeans di Norbhert (nudo anche lui  ...)una cintura che maneggia minacciosa tra una inventiva e l'altra...Fluisce tra le due donne un fiume di minacce,di parole,di battute e anche qualcosa che le fà ridere entrambe! In un attimo con  mia immensa sorpresa le due saltano addosso a Norbhert e cominciano a dargliele un po scherzando e un po sul serio,Huley è ancora arrabbiata e mi sembra che ha convinto l'altra a schierarsi dalla sua parte...Norbhert dapprima si difende come puo senza convinzione e rassegnato e poi si muove alla sua arma segreta,incomincia a ridere e allo stesso tempo comincia a spogliare Huley! Non che gli strilli e le urla,il baccano in generale si sia attenuato anzi,quasi mi sfondano il mio povero letto divano (...)Adesso anche Huley è quasi nuda.Ridono tutti,io resto perplesso e divertito da quel manicomio e ho come l'impressione che non siamo soli,faccio per girarmi perchè qualcosa è cambiato nella stanza,c'è meno luce...e scopro tante facce una sull'altra alle due finestre,tanta gente,i vicini,assistono allo spettacolo e ridono,i tre continuano a lottare poi finalmente un che di silenzio,improviso s'installa nella stanza,hanno capito anche loro che stanno dando spettacolo.Fuori ci saranno almeno 50 persone venute fuori da chissà dove,"i vicini" tutti i mei simpatici vicini,tutti neri in una mattina che si annuncia...complicata se qualcuno ha chiamato la gendarmeria,già penso a cosa ci sarà da pagare.In breve...arrivano anche dei conoscenti e con calma invitiano la folla a sgombrare,(io non avevo piu la faccia)se ne vanno divertiti scambiandosi tra loro commenti e battute di cui indovino il senso.In quanto ai tre,Norbhert,Huley e l'altra tutto scorre come se nulla fosse avvenuto,ho avuto il tempo d'intravedere sulle chiappe di Norbhert pallide come un cencio una striscia arrossata.All'indomani tutto ricomincia come sempre,una,due,persino una con l'elefantiasi !(la malattia che gonfia  gli artri inferiori e li fa assomigliare ai piedi dell'elefante).La mia Venere invece dormiva e ha continuato sino a pomeriggio inoltrato,l'ho incontrata ancora qualche volta e le raccontai cosa si era persa facendola ridere sguaiatamente e folle.Dell'episodio ho da qualche parte una fotografia,spero di trovarla...chissa dov'è finita,la mia Zenit era sempre pronta,avro fatto in Africa almeno 15.000 foto ...


Storie  Nere da Bamako 

Oumou T.è una bellissima ragazza,alta slanciata,sguardo acuto e intelligente con  vena malinconica ,paziente,il sorriso sempre sulle labbra , una grazia fiera e sensuale nei movimenti e un che di rituale,di delicata attenzione nei gesti,si abbiglia talvolta all'africana altre all'europea e risulta invariabilmente elegante,graziosa.Sua madre si dice fosse una delle donne piu belle e ambite di Bamako,a proposito si parla dell'ex Presidente della repubblica Traoré deposto da un colpo di stato che la ebbe come prima moglie (...)Oumou è figlia  del secondo marito della madre e non per questo la fama è venuta meno,la sorella di Oumou ancon piu bella,di una bellezza leggendaria è il frammento di storia che colloco dentro altre "storie".Tutto comincia a casa del Senatore B. un venerdi mattina assolatissimo a Bamako,canti e suoni preannunciano una festa,un matrimonio qualche casa piu in là presso "l'isola dei coccodrilli" nel bel mezzo del fiume Niger che il Senatore dopo aver provvisto d'acqua,eletricità,telefoni e servizi etc vende ad ambasciate,uffici O.N.U etc,l'isola è collegata al quartiere da un ponticello e da una strada e vicino vi è la grande abitazione del Senatore,nel viale palme e banani rimandano ad una atmosfera coloniale,la strada è rossa e polverosa e il Ramatam (vento del deserto) colora di rosso tutto vegetazione compresa.Dicevo aria di festa qualcuno si sposa e di solito queste cerimonie coinvolgono tantissima gente,noto che il Senatore pare non interessarsi alla cosa,anzi è serio e meditabondo.A colazione altri amici sono alla tavola tra cui "Carnera" un gigante,un omone di quasi due metri con una mascella da supereroe,una muscolatura massiccia e un età che si aggira intorno ai 70 anni,"Carnera" contrariamente alla consuetudine non apre bocca,Vincenzo anche (ve lo ricordate lo psicopatico...)di solito Vincenzo mi lancia qualche sfotto,sopratutto perchè è geloso della mia relazione con Oumou(è geloso di tutto),dalle finestre ci giunge il ritmare dei tamburi e dei jembé e il vociare trillante delle donne...intuisco che accade qualcosa di sgradevole,in ogni caso mi dico che non mi riguarda e faccio per uscire,prendo la mia macchina fotografica ed è allora che Vincenzo si offre di accompagnarmi -vengo anch'io-mi dice serio,io alzo gli occhi al cielo,
il senatore ammicca,mi capisce,conosce suo fratello (...)poco fuori dalla porta Vincenzo serio mi dice :-non ci andare,lascia perdere...-gli chiedo a cosa allude e mi dice-la festa qui vicino...il matrimonio è quello della ragazza di "Carnera"! Non sono molto sorpreso e gli assicuro che mi asterro dalle fotografie,ci salutiamo,anche stavolta l'ho scampata;passando vicino alla casa dove si svolge la festa vedo la sposa,lo intuisco dal costume da sposa che è come  da noi,bianco e vaporoso,preso a noleggio (...)e vedo la sposa,non la conoscevo,non ne sapevo nulla..;ha meno di 17 anni! Pero è alta...(...)l'ultima volta Vincenzo mi chiede di accompagnarlo mentre cerca di recuperare la sua amante,a suo dire una prostituta famosissima,carissima,avida,esosa,egoista,irriconoscente etc,tutto il peggio che si puo dire di una donna (...)-ma perchè non la molli?-di dico spesso ma lui in questa relazione sadomasochistica ci sguazza,sembra amare le fughe di lei e il suo uscir fuori di testa una settimana si e l'altra no e la cosa dura da almeno un decennio! Io Vincenzo , "Carnera" e il Senatore qualche giorno prima siamo andati a caccia nella savana,piu loro che io, sempre abbarbicato alla mia Zenit Russa,qualche rischio lo abbiamo corso,anzi piu d'uno,questi vecchietti (una media di 60anni fatta eccezione me) si lanciano con il gippone all'inseguimento di qualche branco di antilopi troppo lontano per essere raggiunto,nel farlo travolgono centinaia di alberi del diametro di 15,30 cm secchi e morti,all'impatto esplodono in nuvole di polvere e segatura segno che le termiti stanno vicino,ora suppongo che sappiano distinguere un termitaio da un albero secco,il primo è piu duro del cemento armato e Deus solo sà che avverrebbe del gippone nello schianto...qualche termitaio appare e "Carnera" alla guida rallenta (io traggo un sospiro di sollievo) finchè è costretto quasi a fermarsi,adesso sono tantissimi si ergono come cattedrali nella savana rinsecchita,scorgiamo alla nostra destra un camion con molti uomini armati che anche lui a tutta velocità si lancia all'inseguimento del branco a cui noi abbiamo rinunciato.    -Sono i Libanesi- dice "Carnera" e decidono di allontanarsi al piu presto,non capisco perchè,i Libanesi li conosco,a parte il loro razzismo inveterato sono "brava gente"! Con qualcuno di loro ho ottime relazioni specie con Charlie che ha un ristorante fra i piu belli di Bamako (Roue de Koulikourou) e nei cui pressi ho disegnato la bella fontana a stella che "Carnera" ha costruito,non solo ho decorato gli interni del ristorante guadagnando uno splendido alloggio e qualche somma e quando la pricipessa Diana è passata da Bamako ha voluto visitare il ristorante,appena l'ho saputo ho raggiunto (sempre con la Zenit Russa)il ristorante ma la sua scorta di sicurezza mi ha impedito di entrare ed in piu è arrivata cosi tanta gente che decisi di andarmene senza scattare foto.  

Quando li abbiamo persi di vista (i Libanesi) udiamo molti colpi di mitragliatrice e capisco;avranno fatto fuori tutto il branco,ecco perchè vanno a caccia con il camion!

Continuiamo la caccia in un'altra zona della savana,e li ci accade di venir quasi circondati da un incendio,il solo a preoccuparsene sono io,"Carnera" si lancia tra le fiamme abbastanza alte a gran velocità seguendo il suo senso dell'orientamento che è straordinario,infatti con lui non c'era bisogno di guide.Questi incendi ovvio sono provocati dai "cacciatori" non noi certamente,la caccia finisce con qualche fagiano locale e un facocero che è vicino al nostro cinghiale,qualche sosta nelle grotte( fuori 45° all'ombra)con finalmente un po di birra fresca.Questo tratto della foresta lo si puo agevolmente percorrere solo durante la stagione secca,dopo che ha piovuto diventa impenetrabile,l'erba puo essere alta due metri e quello che cela,nasconde, meglio avere la fortuna di  non incontrarlo,no,non certo i leoni ma serpenti di ogni specie,i  cobra.Ogni tanto Vincenzo o "Carnera" mi rilasciano qualche schiaffo sulla nuca,i miei capelli lunghi trattengono,attirano le mosche Tze Tze la cui puntura inocula la"malattia del sonno"...alle volte dubito almeno dalla parte di Vincenzo che i ceffoni (...)servano a cacciare le mosche!       

                                                    Fine prima parte


Un giorno,mentre a casa del Senatore sto preparando i bagagli per trasferirmi a Katy  con Oumou poco fuori Bamako per sottrarmi a Vincenzo...sento qualcuno che suona il campanello di casa ossessivamente,do un'occhiata fuori dalla finestra e vedo una donna,alta,slanciata suppongo un tempo bella,ma adesso dava come l'impressione che le ciocche dei capelli le cascassero(...)uno sguardo torvo incattivito,Vincenzo esce sulla porta e la donna aggressiva porge la mano come a pretendere qualcosa di suo,Vincenzo la minaccia ma la donna imperterrita insiste a sollecitare con la mano parentoria qualcosa,Vincenzo cede e mette la mano al portafoglio,la donna se ne và soddisfatta ciondolando e un po zoppicante.In seguito Vincenzo mi dira di lei,la sua storia mi ha molto toccato:una bellissima donna che prende a frequentare gli americani (e li già stringo i pugni perchè so dove si và a finire),passa da uno all'altro dopo aver perso un giovane di cui era follemente innamorata,siccome tutti (gli americani tra alcool e pasticche)si sballano senza tregua lei finisce per diventare una tossicomane e di li a poco scivola nella prostituzione sino ar arrivare allo stadio finale dell'A.I.D.S (Ou Sida)e li il racconto di Vincenzo s'arresta,il resto lo intuisco,la donna faceva il giro dei suoi ex clienti e in un certo senso li ricattava per qualche somma,Vincenzo c'entrava,eccome,sono contento d'andarmene a katy,li almeno posso stare con Oumou tranquillo,qualche volta lei posa,altre mi aiuta a intelaiare le tele e mi prepara  


una alimentazione piu Africana,a casa del Senatore il ricettario gastronomico  era quello di Roma con in piu il piccante dell'Africa.Un giorno il Senatore fece venire le Cozze in aereo da Roma,un soggiorno presso di lui indimenticabile specie i pomeriggi nel suo  campo d'aviazione a involarsi con il suo ultraleggero.Io me ne stavo legato dietro di lui e lui planava,picchiava come un uccello sul fiume Niger.Non ci fu modo di convincere Oumou a salire su uno di quei trabiccoli...Oumou qualche mese prima fugge di casa per inseguire un sergente di cui era follemente innamorata,respinta e rassegnata dopo aver tentato il possibile ritorna a casa da sua mamma,una bella signora che vive umilmente in un tucul di pochi metri e senza eletricità ai bordi di Bamako.Io la incontrai casualmente in un bar e poi la persi di vista,lei invece aveva memorizato bene chi ero,dove e quando etc,cosi qualche tempo dopo me la vedo apparire sulla soglia di casa "ci trovano sempre" diceva un mio amico.Mi dice che è incinta,da poco e mi racconta la sua storia...mi parla di suo fratello,di sua mamma,della storia di famiglia,passera molto tempo prima che le sue diffidenze verso di me si quietino,intanto quando passeggiamo nei quartieri popolari i bambini ci danzano attorno cantando ritornelli che la irritano enormemente,gliene chiedo il motivo :-...mi prendono in giro perchè esco con un bianco...sono Bambarà,sono contadini!-Mi diceva,sottolineando le sue ascendenze Peul , allevatori di bestiame,suo nonno aveva migliaia di capi e decine di mogli! So che i Bambarà sono cosi,anche fieri e invidiosi,gelosi,di storie se ne dicono tante...forse non sempre vere pero con loro ho avuto non pochi problemi specie con un generale che voleva a tutti i costi che gli facessi un ritratto (e per questo mi fece arrestare!)solo che lo voleva gratis.Intervenne il Senatore e tutto si risolse.Un giorno,piuttosto una notte il fratello di Oumou trafelato e nel panico mi dice che mi deve portare nella "place des voleurs" perchè Oumou aveva bisogno di me;prendemmo il primo taxi e ci inoltrammo nella bidonville (Bamako era fuori dal grande albergo fatto dagli egiziani e per meta in mano ai topi e scarafaggi (...)stanze sbarrate e porte sfondate, una bidonville con al centro un mercato in stile Sudanese bellissimo).Mentre il taxi filava nella notte fermandosi ogni tanto agli incroci forse per agevolare i bambini che chiedono le elemosine ai rari turisti...ne intravedo uno bellissimo con il capelli neri e lisci,un meticcio e mi dico che forse la moglie del Senatore potrebbe adottarne uno (che magari è il figlio segreto e abbandonato del Senatore)invece di passare il suo tempo davanti allo specchio tra ciprie rossetti e tacchi a spillo grotteschi in quel contesto.Arriviamo dopo almeno un ora nella famosa piazza che è uno grande spiazzo polveroso,scabro,vuoto e poco illuminato con intorno qualche bottega chiusa e i rifiuti tipici di un mercato diurno.Oumou è presso un albero e sostiene una persona,mi dice che è sua sorella,non la vedo bene,non ne ho il tempo perchè noto che ha una mano inchiodata all'albero morto,senza foglie,con la delicatezza che ci è possibile la liberiamo e solo allora ci accorgiamo che le hanno tagliato l'alluce del piede destro di netto.  
Quando la carichiamo sul taxi per portarla in ospedale mi accorgo che la sorella di Oumou era la donna che perdeva le ciocche di capelli e aveva estorto a Vincenzo qualche spicciolo.Tutta la famiglia accolse la sorella malata con grande affetto e pazienza nel piccolo tucul senza la luce elettrica,io passai qualche serata a bere the alla menta a casa di Oumou,la sua gravidanza continuava tranquilla e serena,qualche volta le chiedevo se sapeva quando sarebbe nato il piccolo e lei mi narrava della possibilità che nascesse dopo 10/14 mesi a causa delle malelingue e delle fatture causate dall'invidia (aiutavo un poco la famiglia come potevo).Qualche volta scoprivo attraverso episodi buffi dell'animismo e di quanto è radicato in Oumou,ad esempio se c'era un temporale e c'erano fulmini correva a coprire gli specchi di casa -attirano i fulmini- mi diceva,oppure quando raccoglieva le ciocche dei miei capelli per seppellirle in giardino e di nascosto,accuratamente affinche nessuno ne giungesse in possesso e potesse farmi una fattura che mi ammalasse.Poi venne il giorno in cui dovevo partire,con gli occhi lucidi mi accompagno alla stazione da cui avrei preso il treno per Dakar,una linea,un percorso tra i piu belli dell'Africa.Gli occhi lucidi e ingoffita dal suo pancione mi diede una sciarpa tessuta in seta e oro per ricordarmi di lei,Oumou oggi mi guarda da uno dei miei quadri e mi mette soggezzione,un senso di colpa mi rode profondo...perchè dopo di allora le circostanze mi hanno impedito di ritornare,loro lo sanno,"i bianchi non ritornano",lo dicono tutte le mamme alle loro figlie.

CARNET DE VOJAGE 1988/1995

the "bisness" la constatazione della banalità perfetta  

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il misterioso JR

...prendete un artista (se è una perfetta efficiente nullità ammantatelo dell'anonimato,vedi Banks che nullità non è ),poi amplificate la superficie della sua opera,si sà il pubblico un po coglione, un po strabico necessita di opere di grandi dimensioni altrimenti l'effetto estraniante svanisce(si sà il dominus si fà notare),la teatralità,la giusta scenografia,seminare l'opera  qui e là nel mondo possibilmente nelle periferie piu disagiate,giusto per darsi un tocco di colore trasgressivo e di sinistra,solo un poco altrimenti i media non si adoperano alla "comunicazione" peraltro  messa in campo ad arte da efficienti  uffici stampa...e da non dimenticare per il " bisness" una catena di gallerie d'arte compiacenti il "discount" dei ricchi parvenu i quali non hanno tempo da perdere nelle biblioteche polverose della Storia dell'Arte (...)e  la non indiferente presenza del  capitale finanziario,qualche Asta internazionale addomesticata per ritoccare le quotazioni (...) e ciliegina sulla torta l'ufficiosa presenza di una istituzione,di un museo importante,vedi nel suddetto caso la Tate Gallery.Nel caso specifico poi si aveva bisogno  di queste fotografie dal dettaglio sadico-realista in formato gigante che replicano la dimensione della ruga,del tempo a imbrigliare gli entusiasmi di un giovanilismo esteta-sfrenato e consumista un po come il detto romano " ricordati che devi morire "! Ripeto abbiamo bisogno di questa riproposizione  amplificata di un esercizio di stile comune a tutti i dilettanti della fotografia in bianco e nero che da sempre girovagano intorno alle faccie dei vecchi e che impestano tutti i concorsi di fotografia fin dagli anni sessanta ?! Abbiamo veramente bisogno di questi "nuovi moralisti"usi al "nemento mori" (ricordati che devi morire)che agiscono e si fanno interpreti del risentimento di massa e del disagio del ceto medio avanzato cosi drammaticamente toccato dall'attuale congiuntura internazionale (e dalla propria alinazione)? Se non avete capito vi rammento che quando la peste nera,bubbonica appare all'orizonte tutti corrono a nascondersi in chiesa ed appaiono da nulla  processioni di penitenti ad ogni angolo di strada !!! Personalmente preferisco citare le scene da fine del mondo della scientfiction in cui la gente  che la prende con filosofia, in alternativa a quelli che si strappano i capelli dolorosi e piagnoni o  a quelli che corrono a svuotare la banca preferisco di gran lunga quelli che si " buttano all'aria " per dirla alla francese. Ho dimenticato... la pubblicazione di un ricco catalogo che qualche zelante ben retribuito "negro" della critica ha infarcito di capitoli un tanto al kg; personalmente con me la Tate Gallery di Londra ha chiuso,non  l'avrei mai immaginata capace di cadere tanto in basso,capace prestare il fianco alla speculazione piu volgare e meschina, " Dio stramaledica l'Inghilterra " vien da urlare o vomitare?

METTIAMO KING KONG E GOODZILLA AL LOUVRE

Mia moglie ha un passato di insegnante in un liceo francese,una grandissima esperienza ed un colpo d'occhio micidiale,analitico,esso le permette di comprendere se un alunno ha per cosi dire un avvenire brillante nello studio;in poche parole se è un "abbrutito della lelevisione",un deficiente,un corformista,un ritardato,un ottuso etc,purtoppo ci sono queste categorie dello "spirito" e senza voler essere a tutti i costi determinista (...) la constatazione che urge è che nessuna dimensione data ad una opera d'arte puo illuminare una sensibilità abbruttita se in fondo non vi stà un frammento di curiosità (...)Quindi tutto questo strepitare in dimensioni,effetti iperrealistici,teatrali,questo avvolgere e dominare  il pubblico con tanta " realtà "epidermica...non conduce ad una effetiva presa di coscienza del fatto d'arte,se non ne rivela addirittura una impotenza,la sterilità della stessa incapace di essere semplice,umile,...si potrebbe finire constatando l'ottusità del pubblico che si vuole "stupire" con il dovergli sparare un giorno o l'altro (...) .Le dinamiche che si vogliono svelare,evidenziare credo debbano suscitare una certa empatia,affinità o almeno nelle dimensioni...Certa monumentalità è carateristica dei regimi nazifascisti...intimidisce.Non parlo poi della bassa speculazione che si attua verso l'emozione attraverso il sentimento della meraviglia-a-tutti-i-costi.Già michelangelo Buonarrotti parlava di certi geni,virtuosi del talento accaniti a riprodurre l'epidermide delle cose,dell'umano essere...Pubblico sopra l'immagine di un artista che opera nel gigantismo (non per niente viene da Holliwood).Un viaggio in compagni di Gulliver? Qui qui qui l'URL che vi conduce al blog d'arte che ne parla e alcuni commenti etc,

 LA VERGOGNA

qui l'articolo che l' annuncia

...le piazze sono vuote,i sindacati italiani ogni tanto strillano e poi si zittiscono,la sinistra "sovversiva" è fuori dal Parlamento italiano,al congresso di Rifondazione Comunista si sbranano tra loro (...) nessuna opposizione minaccia questo governo soft-fascista a guida Berlusconi,nessuno sciopera,tutti i servizi bene o male "all'italiana" funzionano,ovvio quanto basta a portare un po (o tanti?)  di abbruttiti della televisione (...) sulle spiagge giusto quanto serve ad attuare le piu spaventose rimozioni,l'infantilizazione della società italiana è perfettamente riuscita;eppoi da sempre "certi" governi approfittano di ferragosto per prepaprare le sorpresine "settembrine.Stavolta ecco che ci siamo,quello che non sono riusciti a fare nel 68 lo hanno fatto adesso,i militari di pattuglia nelle città! Fossimo in Colombia o in una qualsiasi repubblica delle banane...E cominciato a Napoli con la scusa della monnezza e continua oggi con il cosidetto problema dell'immigrazione clandestina che delinque,io che proprio non me la bevo vedo in questo l'installarsi di un nuovo regime che arrecherà immensi lutti al paese,non da meno noto il definitivo precipitare del paese nel razzismo piu bieco e spregevole,la ricerca del "capro espiatorio" è andata troppo lontano...una vergogna,una vergogna che vivo in quanto italiano,mai dalla fine della seconda guerra mondiale siamo caduti cosi in basso...A La Russa e a Maroni  ministri autori del decreto legge gia che ci  siamo suggerisco i militari anche negli uffici della guardia di finanza e a fianco della tributaria ! La vigliaccheria l'orrore di questo decreto mi rammenta  che si è " forti con i deboli e deboli con i forti "....

NUOVA/E RESISTENZA/E


Mi chiedo con una certa ansia e lo spirito fortemente angosciato,rabbuiato come è possibile fare "Resistenza" oggi nel "Belpaese" ,gli spazi di libertà si restringono di giorno in giorno,leggi e decreti iniqui toccano  le fascie popolari piu deboli,le piu demunite e i deboli tra i deboli cioè i cittadini delle piu recenti migrazioni assunti a capro espiatorio di tutti i mali del paese.La classe politica occupatissima a soppravivere ha perso ogni contatto  con la realtà,le cosidette"opposizioni" poi sembrano limitarsi alla pura e semplice declamazione,allo strillo indignato cui non segue nessuna azione,ne singola,ne corale,ne organizzata e quando lo è essa si vena di populismo (...)e imita le tecniche di comunicazione di piu basso profilo nel timore di destabilizare una pseudo borghesia che se la dà da ago della bilancia tra i poli.Credo che sia il caso per praticare una nuova RESISTENZA di adoperarsi singolarmente,individualmente in una lotta che per forza di cose deve agire nell'ombra,è cio che è accaduto in Francia dove insegnanti e madri di famiglia proteggono,nascondono sans papiér (senza documenti) minacciati sin dentro le scuole di espulsione.Giovanissimi e parenti arrestati fuori delle scuole per essere immediatamente espulsi sono stati protetti dagli insegnanti memori di quanto è avvenuto durante l'occupazione tedesca nel II° conflitto mondiale (prelevamento dalle scuole degli allievi di credo ebraico per avviarli ai campi di sterminio...).E noto alle cronache l'incidente fuori di una scuola con la polizia che arresta un parente venuto a ritirare il piccolo,davanti agli scolari avviene uno scontro tra polizia e insegnanti i quali si sono assunti la responsabilità di proteggere gli alunni(la direttrice della scuola viene arrestata). Ne esce una bagarre con feriti che indigna l'intero paese(...)Da allora si sà di numerosi giovani nascosti in famiglie francesi e di una rete di insegnanti e parenti dei ragazzi immensamente impegnati nell'etica quotidiana verso ogni forma di discriminazione.Allego qui sotto l'articolo di LIBERATION che ne parla ovviamente in Francese (...) Un esempio e un episodio di RESISTENZA  che auspico anche in Italia.

Skamu.com - The only place for Myspace icons, Orkut avatars, and profile codeslundi 26 mars, des milliers d’enseignants et de parents d’élèves dénonçaient la mise en garde à vue de Valérie Boukobza- Rodriguez - la directrice d’une école maternelle parisienne - et le silence du ministère de l’Education
nationale et du rectorat de Paris. Après s’être opposée mardi 20 mars à l’interpellation par la police du grand-père
sans papiers d’un enfant chinois scolarisé dans son établissement, la directrice de l’école Rampal, avait été placée en
garde à vue le vendredi suivant. « Je suis scandalisé qu’on s’en prenne à une enseignante qui n’a fait que procéder à
la protection des enfants », avait déclaré Gérard Aschieri, secrétaire général de la Fédération syndicale unitaire
(FSU, première fédération de l’Education). Au-delà de l’émoi suscité par cette garde à vue, nombre d’enseignants
ont voulu souligner que leur collègue avait agit dans le cadre de l’exercice de ses fonctions et que sa garde à vue s’apparentait alors à un désaveu de l’Etat envers une de ses fonctionnaires.Qui sotto l'URL del Collettivo Yonne e il resoconto delle manifestazioni di protesta in difesa della Direttrice della scuola di Lampal

collectif Yonne

GRI GRI du Senegal

Merché  des feticheurs

Con uno degli amici del quartiere di Hasceleim faccio molte uscite a Dakar,prendiamo i "transport comun" veri trabiccoli spaccaschiena, per tutta la giornata,andiamo da un quartiere all'altro,ricordo che  dietro lo stadio di calcio che la mia occasionale guida vanta come una tappa della civilizazione (...) un mercato abbastanza clandestino,lontano dagli occhi degli occasionali turisti,li vengono i grossisti,i raccoglitori che riforniscono i "feticheur" gli sciamani,stregoni facitori di fatture etc,sono tanti,ognuno espone la sua merce su dei logori tappetini,porzioni di ogni genere,intrugli,piccoli animali e parti di essi rinsecchiti e talvolta irriconoscibili,fanno un po orrore,radici fra cui riconosco il chinino da cui la farmacopea occidentale estrae preziose sostanze contro la malaria o paludisme,liquidi strani in boccette sporchisime e logore come se avessero secoli dietro di se,perline colorate,gri gri che sono da mettere al collo o intorno al braccio e che contengono rituali e versetti del Corano avvoltolati fitti insieme ad altre misteriose cose,mi dicono talvolta anche pepite d'oro,si sà l'oro "protegge e apre tutte le porte",nelle mie conversazioni ho potuto appurare quanto un senegalese creda ai gri gri,si crede invulnerabile (...)lo credevano anche i "tiratori scelti senegalesi" arruolati nelle truppe di liberazione contro i tedeschi (...)combatterono valorosamente, cio non toglie che la guerra razzio molte giovani vite al Senegal; la loro spiegazione era che chi muore con un gri gri...è inciampato in un cattivo Marabu (...)Di tutta quella mercanzia da stregoni mi colpiscono delle mani umane mozzate di netto,rinsecchite, annerite li in bella mostra,non ho voglia di fare delle fotografie,la Zenit Russa puo risparmiarsi lo spettacolo;il mio amico scorge il mio turbamento  e sorridendo come si fà con i bambini un po scemi mi dice:-non sono mani umane,sono mani di gorilla...  

Il mio sconcerto e la mia perplessità aumentano,non mi prendo la briga di dirgli cosa penso dei gorilla,che credevo al buon africano,all'innocenza del primitivo che vive la natura con un maggior rispetto...Bertuccia daltronde me lo aveva accennato che qui non scherzano per niente in fatto di superstizione e mi cita le frequenti stragi di albini a fini magici o la scomparsa di stranieri in presenza di occasioni rituali -...ma stai tranquillo,succede in Guinea e in Costa d'Avorio-aggiungeva poi rassicurante e poi specificava che gli stranieri che scomparivano erano Nigeriani  e insomma una faccenda tra neri che non ci riguardava da vicino!
Nel mio candore forsennato avevo pensato che in fondo il pensiero magico (...) contemplava anche  stregoni seri che tramandandosi da una generazione all'altra  la conoscenza delle erbe arrivavano prima o poi (...) e avveniva,eccome se avveniva ad attizzare l'appetito delle multinazionali formaceutiche pronte a brevettare questa o quella sostanza.In un villaggio rammento di aver assistito ad una guarigione sorprendente,la mia fornitura di medicinali (e ne avevo) non era servita a nulla con un ragazzo che perdeva pezzi di carne da un braccio che pareva in putrefazione (...)Certo c'era anche chi mi scroccava pastiglie e pastigliette per rivenderle al mercato...In quel contesto ero arrivato ad equiparare psicanalisi e rituali da feticheur come simili e sapevo che talvolta gli esiti di certi rituali erano positivi.Brevemente vi narro di un inglese che chiama un guaritore nella sua camera d'albergo per un rituale liberatorio dal malocchio,da quella stanza escono urla tali che ben presto io e alcuni italiani là casualmente decidiamo di accorrere per vedere cosa succede,non faccio a tempo ad entrare che quelli che mi hanno preceduto (piu curiosi di me) ne escono terrorizati.         

La mia curiosità viene instataneamente meno e ritorno sui miei passi.Nel pomeriggio incontriamo l'inglese nei pressi della piscina in piena forma e apparentemente rilassato,normale,come se niente fosse successo.Chi la visto mi dice che aveva una faccia verde con espressioni terrificanti e una aggressività,una violenza nel suo dibattersi tra le braccia dello sciamano da far paura.A saly da qualche tempo sono tutti nervosi e aggressivi,non me lo spiego,ne parlo e mi dicono che avanza la siccità,ormai non piove da mesi e tutti temono per il loro raccolto.Come nel quartiere di Milano in cui ho passato l'adolescenza il villaggio organizza una processione con lo sciamano locale per invocare la benevolenza degli spiriti...infatti di li a poco piove....mi sono detto che presumibilmente aveva ascoltato le previsioni del tempo con la sua radiolina a transistor (ne avevano tutti una)...la cosa mi tocco abbastanza da vicino perchè avevo lasciato la casa che avevo affittato non lontano dal mare per una escursione e quando rientro trovo tutti i muri neri come se qualcuno avesse dipinto tutte le pareti di nero (...) la cosa sconcertante era che la supposta vernice nera si muoveva...Erano miglioni di termiti e formiche nere (sono aggressive,pungono e fanno male anche attraverso i jeans) rifugiatesi in casa per evitare di affogare con il temporale,sotto casa evidentemente ospitavo colonie di milioni di individui urticanti.Di pioggia ne venne tantissima,una settimana dopo la foresta di saly era rinata e impenetrabile;le pareti di casa le liberai con qualche bomboletta di Yotox e con la scopa ramazzai chili e chili di spoglie inanimate.Il pensiero magico africano,i suoi rituali,i suoi demoni,i suoi spiriti,i suoi feticci...mi fecero riflettere a lungo su come dipingere questo aspetto e perchè dipingerlo(non so perchè mi sentivo in dovere di farlo),se ne era il caso,mi pareva che questi aspetti avessero a che fare da vicino con il nostro Gotico (certe immagini terrificanti,quei diavoli... per garantire l'ordine sociale...)ed al solo sospetto che fosse cosi basto a bloccarmi,quanto basta a escludere la rappresentazione del magico dalla mia pittura,pure se la loro scultura mi affascinava e come poteva essere altrimenti dopo aver tanto ammirato Picasso?Un fatto istintivo e forse anche il fatto che quando mi videro per la prima volta dipingere un feticcio irto di chiodi,catenacci e gingilli vari (quando dipingevo avevo intorno un folto pubblico di giovani)scapparono tutti a gambe levate. Al che conclusi che per evitare furti nella mia stanza dovevo esibire in bella mostra un gri gri antifurto ,lo confezionai personalmente cercando di rammentarmi come lo avevo visto al mercato degli stregoni (...)qualche economia insomma riuscivo a farla.Visitavo spesso il quartiere degli scultori di Dakar o di Bamako e ammiravo la loro scultura,pure se erano semplici imitazioni  per turisti;conoscevo il valore delle sculture originali oggi in tutti i musei del mondo ma mi guardavo bene dall'imitare "l'australiano" un tipo oggetto di una leggenda o forse un episodio realmente accaduto (...) lui un accanito collezionista d'antichita africane convince un giovane a rubare in un villaggio uno dei feticci sepolti in cambio di un apparechio stereo,cosi avviene,il giovane si presenta all'appuntamento con il feticcio bel avvolto in una coperta,lo scambio è presto fatto e "l'autraliano" felice libera dalla coperta il feticcio,lo accarezza,lo tocca,lo scruta in ogni sua parte con avidità forse immaginando la rarità e il valore di mercato dello stesso e insomma per farla breve lo trovano morto all'indomani nel suo letto con l'epidermide raggrinzita e annerita (...)
La maledizione del feticcio? O i veleni con cui sono cosparsi gli stessi ?
I miei primi approcci con i soggetti africani partono dagli oggetti d'uso comune,faccio tutta una serie di nature morte che Bertuccia acquista integralmente,fornelli per fare il the,theiere,marmitte,oggetti d'uso comune,il mio pubblico africano mi prende per matto,non trova degni di interesse quegli oggetti,dipingo persino il contenitore dell'acqua che serve a pulirsi i piedi prima della preghiera nella moschea (...)dei tappetini per la preghiera e già li le cose vanno un meglio,mi guadagno il rispetto degli anziani (...)mi guardano perplessi quando incomincio a impratichirmi con la loro vegetazione,la forma dei baobab è una meraviglia costante per me,so che in periodi di carestia molti di loro debbono la vita al baobab ma sembrano non rammentarselo perchè a Saly li avvelenano con una sostanza ricavata dalle ghiandole di certi pesci,il gigante (un diametro sino a 15 metri) marcisce da dentro e muore in qualche mese..;è cosi che hanno distrutto la foresta di baobab di Saly Portugal  solo perchè le scimmie tiravano i frutti sulla testa dei turisti (un giorno dopo una lunga assenza,un anno,rientro e la foresta non c'è piu!),Il Baobab con la sua ombra benefica per la meditazione del guerriero iniziato (...) non ci discuto nemmeno con loro sul perchè dipingo i baobab ed altre stranissime piante persino a volte nel bel mezzo di una strada. ..comincio  a vedere i danni dell'islamizazione,non solo quello del colonialismo e delle sue nuove manifestazioni...    

Vorrebbero vedermi dipingere chesso il Califfo,il loro Presidente (Abdul Diuff) un elegantissimo lestofante,alto,slanciato e stimatissimo a livelo internazionale per le sue qualità diplomatiche(...)Un giorno dopo essere stato con madame Awa a Touba la citta"santa" ed esser stato presentato al Califfo decido di dipingere il loro santo piu amato Ceick Amadou Bamba,anche perchè affascinato da quanto mi narravano di lui (lo ammiro ancora) meno la sua discendenza perchè "santa" per diritto ereditario,un po come i nostri figli di papa,di miliardari (...)Casa mia e l'adiacente piccola moschea dove ho dipinto il santo diventano una meta obbligata nel quartiere,i marabou di passaggio vogliono conoscermi e ricevere da me un omaggio pittorico dovuto,in due parole gratis! Non il ritratto del santo ma il loro.Approfittero della devozione per il loro santo per essere vicino ai Senegalesi di recente immigrazione in Italia,non gli pare vero di ricevere da un bianco un quadro del loro santo.Noto che a Dakar le donne,le giovani si guardano bene dall'avvicinarmi...l'ambiente che frequento è "ortodosso" buoni mussulmani di "giorno".Mi viene voglia di dipingere delle ragazze ma l'ambiente non mi facilità l'approccio,vi dico che mentre aspettavo con Madame Awa di incontrare il Califfo decine di donne riescono ad entrare nei saloni,sono tutte ingioiellate,elegantissime nei loro costumi tradizionali,stringono tra le mani banconote di grosso taglio,denaro che vogliono offrire al segretario del Califfo affinchè possano ricevere la "benedizione",invece un tipo grande e grosso le caccia tutte a frustate...    

Il Califfo non degna la scena della minima attenzione;mi vengono i brividi a ricordarlo,Madame Awa essendo una delle donne piu ricche del paese evidentemente godeva di un privilegio speciale,unico,forse parentela...non so.Grazie a questa scena escludo dai miei quadri un altro soggetto che pure è leggendario in Africa,il vecchio,l'anziano ("quando muore un anziano muore una biblioteca" dicono al che mi veniva da dire che quando muore un pittore muore una pinacoteca!) e a quanto ricordo ho dipinto solo due persone anziane,un amico e un mendicante,il piu simpatico mendicante che ho incontrato nella mia vita.Nei villaggi è un'altra cosa là la gerarchia sociale e tradizionale è ancora in piedi e l'anziano ha un ruolo immenso.Ci sono voluti quasi sette mesi prima di poter cominciare a dipingere l'Africa,ricordo che cio avvenne dal momento in cui nei miei sogni  rammentai  l'apparizione  di immagini, di personaggi neri,c'è voluto del tempo perchè mi acclimatassi all'ambiente,anche solo per poterli distinguere uno dall'altro (...)dipingevo verso il tardo pomeriggio o talvolta di notte e smettevo all'alba,un quadro dietro l'altro senza tanto riflettere poi passato un certo tempo li studiavo,li contemplavo e facevo delle scoperte che mi aprivano delle strade da percorrere piu consapevolmente.Ad esempio di fare i cieli con delle ocre o degli azzurri caldi,secchi,poco aerei,profondi,in generale limitare al massimo i blu,accetuare i gialli e gli aranci e a piu non posso le terre " ah se mi avesse visto Van Gogh" ! Forse è stato un bene l'aver messo piede in Africa senza nessun modello o maestro a cui ispirarmi,si credo che è stato un bene,cio mi ha giovato moltissimo nella libertà espressiva,ogni tanto guardo in internet opere di altri pittori che hanno dipinto l'Africa,salvo qualche opera sul genere "politico" o certe opere dell 800 non ho trovato nulla che mi entusiasmi.Cosi io e Nicola farinazzo abbiamo potuto fare qualcosa di unico,almeno per l'Italia,certo insieme a De Muro;Nicola lo incontrato a Saly Portugal,era in vacanza e dopo qualche giorno mi mostra un disegno,un cavallo che tira un carretto se ben ricordo,molto bello,glielo dico e confessa  di averlo fatto lui e di aver sempre sognato di poter dipingere...gli dico che in fondo non è poi cosi difficile e lui ci riflette su per qualche giorno;quando è il momento di partire mi chiede una lista di cose da acquistare per dipingere...in Africa! Di li a poco ritorna in Senegal con tutto il neccessario,si è licenziato,alla nonna gli viene un colpo,morirà qualche mese dopo il nostro rientro a Padova (lui è orfano ed è stato allevato dalla nonna),la famiglia tutta inizia a stramaledirmi,ho traviato un bravo giovane.Anche per lui per poter dipingere è stato neccessario un certo acclimatamento,dopo,non ci siamo piu fermati,abbiamo lavorato insieme per anni....purtroppo non ha ancora messo in internet i quadri fatti in Africa,quel poco che c'è non ha a che fare con l'Africa,qui sotto un ritratto,una passione che lo accomuna ad  Andrea Bettin e forse nata nei banchi del liceo artistico che Nicola ha preso a frequentare dopo aver imparato a dipingere,è comunque un figlio d'arte,il padre era un ebanista di talento,un artigiano fine...

fine prima parte

L'arrivo di Nicola in Senegal mi fà un po felice,mi sento meno solo,il paese è duro da viversi,la popolazione è stremata dalla fascinazione di un consumismo irragiungibile,ho visto spesso la polizia cacciare dal centro della città a male maniere e abbastanza violentemente un grandissimo numero di mendicanti,senza contare i bambini abbandonati nelle strade quando il loro arrivo è sgradito alla morale sociale.(e faccio notare che il livello di barbarie verso l'infanzia mai in Senegal tocca le punte notissime dell'America Latina,del Brasile)Inoltre in pochissimo tempo la maggior parte degli amici cooperanti fra i quali B.sono partiti,anche molti francesi,gli amici che avevo all'Ambasciata sono partiti anche loro e peggio del peggio il direttore del centro culturale è cambiato (grazie al nuovo governo italiano)e si dice chè è un nostalgico del fascismo per usare un eufemismo,vale a dire che il numero dei miei clienti si restringe enormemente,le scarse risorse economiche a mia disposizione cominciano a limitarmi nei movimenti;purtroppo tengo un po alla mia indipendenza  e rinuncio alla lussuosa ospitalità di madame Awa ed al suo ambiente virtuosisimo fatto di carità,folle di marabou,Califfi,benedizioni,figlie,nipoti vergini da sposare con l'aristocrazia locale,burocrati avvolti in stiratissimi monumentali bubu sgargianti di filo d'oro (...)non mi và piu persino di accompagnarla negli incontri con i suoi affari e farle un po da consigliere allorchè vuole ingrandire la sua fabbrica  .Piu di una volta mi propone di restare in Senegal al suo fianco malcelatamente come "bianco a servizio" da vantare nelle piu disparate occasioni,giunge persino ad incoraggiare un mio approccio ad una delle sue bellissime nipoti a sua dire una "nobile" ma francamente tutte le liturgie e gli infiniti  rituali che preludono all'accoppiamento ovviamente dopo un matrimonio islamico (abbastanza sbrigativo e benedetto dai migliori marabou...) sono in contradizione con il fatto che ho una donna che mi aspetta a casa con due figli,non solo temo di finire nei pasticci sulla pressione prepotente del mio desiderio inappagato,frustrato da mesi e mesi di astinenza sessuale involontaria.Una certa mancanza di lucidità nel relazionale è quanto di piu pericoloso puo accadermi in Senegal.A J.scrivo ogni giorno lettere minuziosissime e fitte di storie,affetto e desiderio...Di rado una telefonata dati i costi proibitivi e la rarità degli apparecchi.Ho una forte nostalgia per il Mali e talvolta mi dico cosa diavolo ci faccio li (...)quando vado alla posta per sdoganare i pacchi con i nuovi colori e qualche  etto di vero caffè devo fare delle battaglie indicibili con i funzionari.Senza contare tutto quello che mi ha combinato Jeanne,sono stat arrestato,minacciato e insomma,questa è un'altra storia.Dico a Nicola  che mentre era in Italia per le sue cose ho sgomberato da saly Portugal,dove avevo aperto in una grande casa con giardino uno studio visitatissimo dai turisti dei vicini alberghi.Troppi rompicoglioni,troppe storie,troppo al centro di tutto tanto che ho dipinto 

pochissimo,scegliamo di trasferirci in un piccolo centro tra Mbour e Coppenguine,quest'ultimo è un villaggio cristiano che mi a fatto conoscere B.Ci siamo stati con delle emiche,delle ragazze normali e ci abbiamo passato delle splendide giornate tra chiacchiere in riva al mare,pranzi a base di pesce e finalmente scoperte,colori di un pezzo di vera Africa al femminile,si perchè l'Africa è e ha molto a spartire con l'identità femminile.Affittiamo uno stanzone ai bordi del villaggio,abbastanza grande e fornito di tutto (sic!),conosciamo i giovani,le ragazze,i residenti stranieri fra cui molto italiani ma di una qualità deprimente quando non erano espatriati in fuga per Dio sà quale ragione (...) Non abbiamo l'acqua corrente e vi provvediamo con un grosso bidone e piccole dosi di medicinali per depurare l'acqua.mangiamo deliziosamente e il fatto di avere qualcuno con cui spartire le mie scoperte mi incoraggia di nuovo nel lavoro,Nicola mi chiede spesso come fare certe cose e inevitabilmente gli dico che" non ci sono regole",ha un talento straordinario per il disegno,sà cogliere il dettaglio con una attenzione  affettuosa,ha una istintiva conoscenza dell'anatomia e non trova difficolta nel disegno del tratto negro,gli spiego che basta che schiacci i nasi e ingrandisca gli occhi per i visi,che i blu meno ci sono meglio è e che le mescole di colore che conosciamo in Europa dobbiamo abbandonarle affidandoci quasi al colore puro accostato con un che di follia e bizzarria senza una regola precisa,lo capisce al volo,quasi istintivamente.Sopratutto gli spiego che quando trova delle difficoltà non deve incapponirsi,deve occuparsi di qualche altra parte della tela,gli spiego cosa sono le "tracce" cioè parti del quadro già finito che gli indicano la strada da seguire...piu semplice di cosi si muore! nei primi quadri libera il melanconico,il carico di tristezza di angoscia,di alienazione che lo opprime in quanto Europeo poi finalmente  appaiono sulla tavolozza i colori,i colori dell'Africa.Vi è da dire che tra il suo arrivo in Africa e i primi quadri passano alcuni mesi che ho giudicato neccessario per l'acclimatamento,per comprendere la realtà locale e per lasciarsi dietro tutto un mondo (...)fra i quali molti colleghi che lo avevano snobbato,affatto incoraggiato se non dissuaso sulle sue reali possibilità non senza un parentado ancor piu negativo sul suo reale valore.Facciamo molte escusrsioni,talvolta in compagni di altri italiani,lunghi viaggi nell'interno e nei centri vicini,Nicola ama moltissimo chiacchierare con i giovani,si fà delle solide amicizie e la sua memoria fonetica formidabile lo aiuta persino ad apprendere molto piu di me frammenti delle linguei locali,gli faccio un corso accellerato di francese alla mia maniera infarcendo le lezioni di latino e italiano dantesco e mostrando lui come le parole abbiano subito solo qualche leggera variazione..in tempi brevissimi è in grado di cavarsela in lunghissime conversazioni e a dire il vero passavamo la gran parte delle nostre giornate in passeggiate,chiacchiere con gli amici e poi ancora chiacchiere tra di noi,parole fitte in cui mettevamo a confronto i nostri punti di vista e le nostre conclusioni,vero è che Nicola è un ascoltatore eccezzionale ed è sempre stato capace di rammentarsi a distanza di tempo delle mie "citazioni" qualora cadessi in qualche contradizione.Vero è che riversavo su di lui come un fiume,come un torrente tutto quello che avevo scoperto,imparato e sapevo,dala pittura all'Africa,alle donne muovendomi in comparazioni indicibili e dilungandomi sulla luce e i suoi riflessi sull'epidermide bianca e su quella nera (...)Talvolta sembravo un trattato di antropologia! Per non parlare delle problematiche religiose su cui discettavo scellerato e furioso.LO spirito di osservazione di Nicola si esercitava sulle relazioni famigliari dei locali,sugli intrecci e sopratutto nella pittura con un tratto gestuale,schizzato,netto a sottolineare una fisicità diversa.Il fatto di muoverci insieme ci permette di proteggerci a vincenda nelle rare occasioni in cui giovani donne si avvicinano non sempre con intenzioni limpide,gli ho spiegato dei rischi,che deve diffidare di quelle abbigliate all'Europea...Non è possibile una storia con molte di loro,per una ragione o per un altra sono scivolate nella prostituzione e qui vengono i piu grandi "figli di puttana" del mondo alludendo alla ancora folta colonia di bianchi che talvolta impesta il paese non meno dei marabou e di una burocrazia corrotta come non si riesce ad immaginare se non vedendo con i   

propri occhi.Uno dei nostri luoghi preferiti è Mbour,la spiaggia  dietro il mercato del pesce,le piroghe,i centinania di pescatori che tirano a riva le reti,le donne del mercato,il caos di musiche,voci,giochi,i carretti  tirati da cavalli magrissimi e leggendari per la resistenza che oppongono ai maltrattamenti dei loro padroni;il mercato che si svolge su quella spiaggia estremamente popolare,spettacolare la quantità di pesce riverso sulla spiaggia e di tutte le dimensioni,diversa dal Gran Yoff quella non molto lontana da Dakar frequentatissima come se fossimo a Ferragosto, li rammento che in una occasione poco manco che annegassi,è stato davvero con uno sforzo sovrumano che non mi sono lasciato andare a fondo sfinito come invece era anccaduto già altre due volte nei laghi italiani,buffo è che quando si avvicino Nicola feci finta di niente, gli nascosi quanto pocanzi mi era accaduto,eppoi lo sapeva che non sapevo nuotare tanto bene(...)anzi per niente.Quel giorno passammo il pomeriggio su una isoletta attaccata al Gran Yoff  da una esile striscia di sabbia e scogli,pescai un barracuda di notevoli dimensioni e dopo aver accarezzato i suoi affilatissimi denti lo facemmo alla brace tra gli scogli.  Ricordo ancora le passeggiate sulla spiaggia in cui non di rado si arenavano squali,pescispada e tonni di oltre cento kg insieme a migliaia di pesci palla gonfi a scoppiare con tutti i loro pungilioni avvelenati irti come se fossero porcospini,boccheggiavano in agonia e guai a provare a toccarli! le mie avventure di pesca in Senegal si sono svolte a Saly e al Gran Yoff,la prima volta presi un serpente di mare e quando con una certa precauzione cercai di slamarlo i bambini accorsero per bastonarlo a morte! Seppi poi che era velenosissimo,poi presi un certo numero di saraghi che i bambini si spartirono senza chiedermi il permesso.

FINE SECONDA PARTE

Le nostre economie ci mettono sovente in difficoltà,guadagno qualcosa grazie ad una piccola galleria d'arte per turisti a Saly Portugal,non è molto e il piu delle volte sono costretto ad abbassare i prezzi dei miei lavori,Nicola dal canto suo è prudente e parsimonioso,lo è sempre stato,un modo come un altro di compensare una profonda insicurezza.frequentiamo la casa di un amico senegalese a Mbour,Nicola finisce con il restare li spesso a dormire,alle volte anche per una settimana di filato e ne ha di ragioni,abbiamo incontrato molte donne  ed è stato difficile non ficcarsi nei guai,i segnali che esse emettevano erano cosi "chiari" che inconsciamente creavamo dele situazioni che ci permettevano di volgere lo sguardo altrove.I miei tentativi di guadagnarmi la fiducia di una possibile  modella naufragano di fronte alle esose richieste economiche ed al rischio di venir ricattato (...)Una nostra conoscenza lavora in un grande albergo,riceve spesso da tutte le parti del mondo casse di champagne,liquori e doni,un uomo bellissimo e con grandi qualità se tutte le bianche che incontrava e ne conoscemmo una,italiana,gli cadevano tra le braccia.Lui non era certo come molti giovani che si avvicinavano in spiaggia a noi per chiederci come far danzare sotto la zanzariera una bianca per tutta la notte (...)  

Con il senno di poi mi sono reso conto che gli odori,tutti gli odori,persino il puzzo di piscio di cavallo,dei muli nelle strade di Mbour o di Dakar fuori dalle sale cinematografiche o in certi angoli quello umano o l'odore(mentre il nostro odore talvolta li disgustava ,dicevano che puzzavamo come le galline!) intenso bruno dei neri aveva su di noi un effetto eccitante,carnale,da allucinazione quando si cammina tra la gente scorgendo di tanto in tanto anzi spessisimo tra la folla autentiche apparizioni,bellezze(madonne dicevo io) con un incedere sensuale e animale ai nostri occhi allucinati...a fini documentari avrei voluto per sviluppare una tematica sessuale intorno alla prostituta in pittura visitare la "Roue de serpents" ad Abidjan in Costa d'Avorio "sssst sssst sssst" sibilano le prostitute  di ogni specie e non solo africane(...) e capaci di ogni servizio,perversione sino a contemplare,offrire l'orgia con due donne e una scimmia appositamente addestrata;e forse è memore di certi racconti intorno al fuoco nelle savane che in seguito nella "metafisicaetica" sviluppai il tema dell'animalità (...) in tutti i suoi aspetti.Si diceva che i magnaccia,gli sfruttatori delle prostitute sapevano identificare negli occasionali clienti a colpo d'occhio la loro specifica perversione sessuale,la loro trasgressione segreta...tutto questo diluito in un percorso che si snoda per 20 km tra "boite de nuit",bar,discoteche,chioschi,ristorantini etc...L'aspetto dell'argomento che piu mi è stato riportato è l'allegria delle prostitute africane,segue la differenza tra le animiste,le mussulmane e le cattoliche e infine non meno importante la differenza tra quelle che hanno subito mutilazioni sessuali e quelle rarissime(...)per cosi dire:integre.
Tuttavia,bene conoscendo i disastri delle due colonizazioni (Islam e Occidente) ero molto indulgente verso le prostitute tanto piu che una volta dimenticai,persi a casa di una di loro il mio passaporto e il
portafoglio con una somma per loro da capogiro (...)il giorno dopo lo ritrovai come lo avevo lasciato,mi accadde ancora ma non con prostitute,in generale l'onestà delle donne africane pur in un contesto drammatico è sorprendente. 

In quella casa c'erano parecchie ragazze,simpaticissime e una sin da subito ha manifestato una grande simpatia per Nicola, è una famiglia di Griot (scrocconi)abbastanza mal considerata nel quartiere,il capo famiglia mantiene un harem di donne e parenti,un anziano autoritario,scostante,collerico e austero,di poche parole,non si cura molto di noi ed evidentemente con il senno di poi supponemmo,eravamo o piu precisamente era Nicola,messo in "buone mani".La giovanissima aveva letteralmente catturato Nicola ed io a quanto conoscevo del costume locale gli spiegavo lo svolgersi delgli avvenimenti,il corteggiamento,come,dove etc,Giunsi dopo un certo tempo in occasione di una partenza per l'italia cui sarebbe seguito subito dopo un ritorno in terra d'Africa a pagargli la dote che gli avrebbe permesso d'impegnare la giovane ed eventualmente sposarla (16 anni),insomma tutti felici tranne Nicola affatto contento di doversi allontanare da lei per un po di mesi.Intanto di lei aveva fatto non pochi ritratti,ritratti che personalmente non trovo molto significativi.Molti mesi dopo Nicola rientra in Senegal,la giovanissima fidanzata non sembrava attenderlo con entusiasmo,si fece trovare incinta di 7 mesi,data la giovane età della fidanzatina nel  suo trasporto ideale e romantico Nicola si era astenuto da ogni relazione sessuale,ovviamente lo schoc fu forte e rientrato poco dopo in Italia ben altre sorprese lo attendevano,ogni genere di tempesta sentimentale imperverso su lui e su di me che in quell'anno arrivai ... per cosi dire: a separarmi tre volte da tre donne diverse e  non senza drammi,(in due casi)senza dubbio l'Africa mi aveva provato non poco; a fronte di un patrimonio di scoperte ed esperienze inestimabili,fortemente iniziatiche,"io ero cambiato e non me ne ero accorto" stava anche una profonda solitudine,un disagio forse celato era emerso all'orizonte delle mie consapevolezze,lo identificai caratteristico delle fasi di passaggio,di adattamento a realtà piu complesse.    

 Ogni tanto mi arriva una telefonata di mia sorella,sembra che mio padre non stia bene,notizie che non debbono inquietarmi,in quel periodo non so perchè quando c'era un trillo di telefono dai nostri amici sapevo immediatamente se era per me e chi mi chiamava,se J. o mia sorella per darmi notizie di mio padre.In ogni caso comincio a mettere da parte delle economie per pagarmi un biglietto aereo di ritorno,svendo qualche quadro,cedo uno dei miei apparecchi fotografici e cesso di far sviluppare le foto in Africa,metto da parte i rullini.Poi giunge da un giorno all'altro la notizia che urge un mio rientro immediato,mio padre stà morendo,giungo a Milano 24 ore dopo la sua morte,avevo chiesto a mio figlio di stargli vicino e di fargli molte fotografie(...)lo trovai irriconoscibile e non capii perchè qualche settimana prima le sue condizioni erano giudicate "rassicuranti"...Era molto fiero di me,in particolare della mia pittura e dei miei viaggi...la sua perdita contribuisce a precipitarmi in un tunnel da cui usciro a prezzo di enormi sofferenze psicologiche e da solo(...)come sempre in compagnia della mia pittura.
Per mesi io e Nicola ci spostiamo da una parte e dall'altra del Senegal,cominciamo a contemplare l'idea del Mali,una realtà che mi pareva piu integra,piu autentica e non da meno con un costo della vita infinitamente minore,per dirla in breve potevamo mangiare in Mali carne di montone tutti i giorni  per quanto il Tieb era sempre buonissimo indimenticabili  i suoi bocconi di pesce(...)In certi luoghi della costa senegalese il bom del turismo Europeo faceva lievitare il costo della vita.Visitammo Thies là portati da Jeanne un'"antica" mia relazione turbolenta che ci porta nella sua famiglia la madre quando sà che Nicola è orfano i si offre di adottarlo,da quel momento Nicola si firma T.Dhione etc,passammo giornate indimenticabili,persino Jeanne pare "cambiata"non insiste molto per cercare di recuperarmi e si muove persino ad una specie di iniziazione di Nicola alle faccende sentimentali con le senegalesi (...)Ora conoscendo jeanne e certi suoi tratti vendicativi non mi sento di escludere che si sia portata a letto il fratello appena adottato .Nicola d'altronde doveva essere al limite della sopportazione umana in fatto di astinenza.Jeanne ad ogni modo mi riservo un'altra delle sue vendette un anno dopo quando seppe che ero rientrato con una notevole fortuna economica (corrono presto le voci )parti da Thies e mi raggiunse nella casa che avevo occupato a 300 km di distanza(...),conobbe tutti i miei amici e al mio rifiuto di spartire con lei una camera si infilo nella camera di uno dei miei amici (uno di quelli con cui feci la traversata del deserto mauritano).era fatta cosi,vendicativa,fiera,ostinata e generosa,pure pronta a battersi come una pantera contro un torto specie se l'offesa era di tipo razziale.Una vera Peul,godeva di un certo tempo da impiegare nella follia della sua giovinezza,nei suoi eccessi disperati.    

I primi grattacapi me li dà appena la conobbi,s'installa a casa mia e incomincia ad ingelosirsi in presenza dela sola constatazione che ho una simpatia per lei;la sua possessività viene ulteriormente attizzata dall'arrivo dall'Italia della mia compagna,la cosa la precipita in un risentimento tale e in dispetti verso la "competitrice" che debbo allontanarla bruscamente,poco manca che la festa di benvenuto con tamburi(avevo imparato a fabbricarli con un amico),danze e torce in tutto il giardino e con un montone sulla brace si trasformi in uno scontro tra i partigiani al villaggio dei diritti della coniuge e i partigiani dell'uguaglianza dei diritti a fronte di un gesto razzista (...)Sorridente come se nulla fosse accaduto Jeanne qualche settimana dopo rientra esibendo sfrontatamente le sue curve,un regalo per me,delle scuse e un'amica ancor piu pestifera di lei,sicuramente quella che le ha impartito i rudimenti di una educazione libertina all'africana.       

Nicola si è solidamente instaurato nella pittura,non ha fatto molti quadri ma sono presenti tutte le tracce che delimiteranno in seguito il suo percorso simile ma diverso dal mio.I nostri vagabondaggi fitti di incontri,di osservazioni,di ascolto e di sussurri si sono protratti a lungo e nei contesti piu disparati,mi sono sentito meno solo,qualche volta involontariamente la mia proverbiale distrazione gli ha provocato piu di una collera,come ad esempio quando inavvertitamente uscii di casa chiudendolo dentro sino a sera inoltrata,grate alle finestre e per di piu senza sigarette,neppure una birra e solo 40 gradi all'ombra senza climatizazione...!

TUTTI IN PIAZZA LIBERTA NON PAURA

In fieri















COME IN GUERRA

Tragedia in India. Sono almeno 150 i morti a seguito della calca al tempio hindu di Naina Devi, dove si trovavano circa 50mila fedeli accorsi nel secondo giorno della festa di Shravan Navratras, che si concluderà l'11 agosto.

In India durante le feste rituali in un tempio vi è stato un massacro,non è chiaro come la folla si sia fatta prendere dal panico ma due cose sono chiarissime,la prima che ci sono state piu di 120 vittime e la seconda affatto una curiosa coincidenta (...) una prossimità stupefacente con le statistiche sulle vittime delle guerre Europee e cio su 120 vittime,40 erano donne,40 bambini e 40 adulti di sesso maschile;conclusione è confermata la regola misteriosa (...) che vede "Marte" il dio della guerra privilegiare piu la carne tenera  "sacrificale" che quella da "cannone" !

Il paese è talmente colorato che a lungo sono stato indeciso,purtroppo la sola idea di incontrare una miseria leggendaria,cinica, disumana, fà appassire ogni mia ambizione d'arte,ogni possibile visione pur nella consapevolezza che in tanta miseria si celano tesori inestimabili (...)

L'arte di reti e relazioni, la net art e la condivisione

Un articolo interesantissimoclic sull' URL


Les dessins de Leo Haas ont connu un destin exceptionnel : l'artiste les a dessinés puis cachés. Le bruit en est revenu aux oreilles des nazis qui torturèrent Haas et ses amis, avec lesquels il tenait une chronique secrète du camp. Personne ne parla. Leo Haas survécut à la déportation et revint à Theresin (Theresienstadt) en 1945, après la Libération. Il retrouva ses dessins, intacts, dans la cachette.

...in questo posto in cui dio si nasconde sotto la pietre perchè non c'è un solo filo d'erba che  vuole ospitarlo,neppure quelli secchi,impastatati di sangue e letame umano che giacciono sotto il peso dei morti accatastati gli uni agli altri secchi,rigidi in una fissità vegetale, invernale;qui il sole e la luna non emergono mai all'orizonte se non in un pallore inconsistente,qui possedere un foglio di carta per disegnare significa sottrarlo,rubarlo a chi vi deve deporre un sospiro un desiderio,una carezza, una esistenza altra,segnarvi la mancanza atroce di una vicinanza   interdetta,disumana, in una  terra di nessuno buia a terrificante  percorsa da un lezzo di putrefazione e vomito e da una silenzio assordante...
Qui accade che molti sono disposti a cedere la loro vita per non svelare dove nascondo i miei disegni,qui ove ogni umanità è ridotta ad assurda bestialità l'uomo ridiviene montagna,luce,speranza di un divenire travolgente,nei miei disegni fissata l'esistenza di chi sà che è destinato all'annientamento,nei miei disegni i loro occhi,il loro sguardo perduto,la loro richiesta di giustizia...di memoria; qui i miei disegni si fanno preghiera....all'orecchio dell'uomo.

 Commento libera interpretazuione di M.Abbatangelo


SALY PORTUGAL la piccola "frontiera"


1993-Saly Portugal mi piace,a sud per qualche chilometro una catena di alberghi internazionali di cui la metà modesti ed altri chiusi da tempo e a nord a poco meno di un chilometro un villaggio di pescatori di etnia Lebu (se ricordo bene)un po distante dal villaggio altri alberghi e un villaggio residenziale con finte capanne di lusso abbandonato da anni.Alle spalle una immensa foresta di Baobab con una ricca popolazione di scimmie dispettosissime verso i turisti,a passeggiare nella foresta si prendono non pochi spaventi,paure,dietro di se si ha come la sensazione che un animale si sia lasciato cadere dall'albero,si sente distintamente un tonfo secco...sono le Manguste,una specie di sauri delle dimensioni di un gattino e dove ci sono loro ci sono i serpenti fra cui i Cobra,ne trovai uno in giardino.Nel villaggio qualche casa in cemento e la mia con giardino e per il resto un po di aria da bidonville e molte capanne,case in fango essicato (fango di laterite duro come il cemento) e con tetti di paglia di varie dimensioni,qualche bottega di generi alimentari dove si puo acquistare lo zucchero a cubetti (anche solo 10) e persino le uova una alla volta o un sacchettino di plastica con un poco di olio di palma,oppure qualche sigaretta,certo sotto il banco anche il famigerato zum zum o vino di palma,un intruglio micidiale che dà sbornie memorabili e terribili,si esce letteralmente di testa e il risveglio è drammatico,ci vogliono due giorni perchè passi il mal di testa mai avuto voglia di sperimentarlo.Una delle botteghe piu fornite è di un senegalese che è stato in Italia 20 anni,una persona gentile,squisita che vive un po in disparte relazionandosi con il villaggio il meno possibile(...)    

Mi mette sull'avviso ma si sà un buon avventuriero si fida solo di cio che tocca con mano.L'affitto è abbastanza modesto,la casa spaziosa con tre camere,il giardino al momento del mio arrivo è fatto solo di sabbia e qualche pietra.Le prime notti di sonno sono costellate da suoni terrificanti che rimandano quasi a dei neonati che qualcuno stà sgozzando uno ad uno (...) credo che fossero degli animali...forse capre,certo non i "paperini" o almeno cosi chiamavo le migliaia di pipistrelli grossi come galline che a partire dal tramonto si indaffaravano ai loro nidi sugli alberi in uno starnazzare  inarrestabile.Evidentemente la buonasorte  ha voluto premiarmi,la casa ha una bellissima doccia nel giardino. 
Mi do da fare  per rendere l'ambiente gradevole,voglio sfruttare la sua posizione vicina agli alberghi per convogliare qualche turista verso la mia pittura e cosi potermi mantenere,il primo mese lavoro intensamente alla pittura,presto ci sono quadri dappertutto,sono uscito di rado,qualche turista mi fà visita ed apprezza la mia opera.Mangio all'africana,per lo piu riso e pesce,da quelle parti ci sono cozze grosse come un braccio deliziose,per non parlare di tutti quei pesci fra cui i polipi che i locali non apprezzano mentre io so bene come metterli nel pentolone.Ho con me ancora una buona scorta di medicinali e me ne servo per stringere relazioni,ben presto ho a disposizione una bonne che mi lava i panni e mi rassetta la casa,certo mi fà sparire poco a poco,una alla volta le mie tshirt,ad ogni lavaggio ne sparisce una!Finchè stanco della cosa vado a casa sua,nella sua capanna con una scusa e li ammontichiate in un angolo stanno centinaia di altri capi di abbigliamento tra cui le mie amate magliette;tutto si mette a posto senza baccano.Un giorno mi chiamano per vedere se posso fare qualcosa,una donna visibilmente in una crisi tra l'isterico e l'epilettico si dibatte a terra,di queste cose non ne so nulla dico,suggerisco soltanto di inserire tra i suoi denti del tessuto affinche non si morda la lingua,altra gente arriva e alla fine ho saputo che la donna aveva subito una fattura,una maledizione,lei stessa convinta di cio si alimentava il meno possibile.Conosco un giovane francese di 20 anni ospite da sempre al villaggio,lo mantengono,lui ricambia come puo,fabbrica tamburi Jembé di una perfezione  e di una sonorità ineguagliabile,credo che sia omosessuale perchè è l'unico bianco che incontro che non mi parla mai di donne (...)mi chiede se posso cedergli una delle mie stanze,nulla in contraio e cosi finisce che imparo anch'io a tirare le pelli di capra sui tamburi.Ogni tanto mi chiede di scrivergli una lettera in francese sotto dettatura,con qualche sforzo me la cavo alla meno peggio,contento lui...Musicisti,percussionisti  e gruppi di danza vengono spesso a farmi visita,il the non manca mai e il carbone per i fornelletti costa poco,le sessioni di musica talvolta si dilungano sino a notte fonda,nella compagnia si introfula Bachili un africano del Madagascar (se ricordo bene) e senza nessuna ambizione artistica pittore di tanto in tanto,trafficone e parecchi dedito al fumo di tutto quello che sballa la testa,un allegrone di grande compagnia sia pure con un talento da profittator unico.Ogni tanto mi dedico alla pesca,faccio delle uscite in piroga con le mie canne e finisce che mi limito con l'ultima canna intatta che mi resta a pescare dalla spiaggia,le prede sono troppo grosse per le mie possibilità,i piombi che mi restano mi bastano appena per una settimana (...) i terminali in acciaio che impiego credendomi furbo fanno si che perda anche km di filo da pesca con le prede che attaccate ad esso filano verso il largo; nuovi materiali da pesca sono impossibili da trovarsi se non a Dakar e a somme proibitive.  
Nelle prime settimane di permanenza mi viene richiesto gentilmente se è possibile servirsi della mia doccia all'aperto (l'unica del villaggio),acconsento e finisce che tutto il villaggio vuole fare la doccia a casa mia;finisce che devo mettere un lucchetto al portone.Mi mancano i manghi,al villaggio e nei pressi  non ci sono mangheti ricordo che in certi percorsi quando si doveva passare un fiume o all'imbocco di un ponte decine di donne accorrevano e riempivano la macchina riversando dai finestrini aperti centinaia di manghi e poi reclamavano d'essere pagate al che vi lascio immaginare le discussioni che ne scaturivano ma tutto cio sempre con il sorriso e scoppi di allegria con battute talvolta salaci.(...)Molti italiani cominciano a frequentare casa mia,ormai faccio parte del paesaggio,mi invitano in albergo,in discoteca,una birra,qualche pomeriggio intorno alla piscina e qualche battuta di pesca al pescespada sullo yacht che gli alberghi noleggiano ai piu facoltosi.Per lo piu si tratta di gente che fà il "tour delle piscine" del mondo.Conosco un politico italiano appartenente all'emergente gruppo xnofobo denominato Lega Lombarda (allora)un tipo cortese e parecchi complessato che prende una infatuazione per la donna che ha soppiantato la domestica che mi rubava le Tshirt,lui le lancia occhiate concupiscenti,lei ricambia e alla fine il suo segretario mi chiede di mantenere sulla cosa la massima discrezione.Al villaggio il pettegolezzo corre alla velocità della luce e cominciano ad arrivarmi confidenze sulla vera natura della mia bonne(...) La quale un giorno sparisce e il politico anche, salvo ricevere una cartolina della bonne che mi dice che parte con lui per l'Italia e che si scusa di non aver potuto salutarmi.La rabbia dei gelosi (...) di molti al villaggio ne è amplificata.Altre donne si affacciano alla mia casa studio fra cui Jeanne e una sua amica e con loro cominciano i guai.La zona degli alberghi è per cosi dire protetta da una specie di polizia privata che fà il bello e il brutto tempo,hanno un ufficio,una cella e poc'altro,puliti e ben tenuti,non come certi commissariati  in cui ho avuto la fortuna di dover sostare perchè non rinnovavo mai a tempo il visto d'ingresso,la maggior parte in certe occasioni piu che delinquenti ospitavano il montone appena acquistato specie in occasione della Tabaskia una festa in cui tutti si indebitavano sino all'osso (...) per non sfigurare in famiglia e con i vicini.Veder sgozzare quelle povere bestie mi ha sempre impressionato.La miua compagna italiana viene a farmi visita con mio figlio di 15 anni,vado a prenderli all'aereoporto e in taxi le conduco a saly (500km da Dakar)ho organizzato un comitato di ricevimento coi fiocchi,la sera è festa fuori casa mia con molta gente del villaggio che vi partecipa,si danza con i percussionisti guidati dal mio amico francese,la mia compagna è frastornata e commossa,mio figlio già gioca a pallone e scambia oggetti vari con i bambini del villaggio,il giorno dopo passa con naturalezza la sua prima notte in una capanna.Conduco i miei in diverse escursioni,al lago Rosa che è un lago con una tale concentrazione di sale che si galleggia senza nuotare,il suo colore è rosa,una delle tappe obbligate della Parigi-Dakar,a Touba la città Santa che conosco ormai come le mie tasche,in un parco in cui mostro loro dei Varani lunghi due metri e in tutti gli angoli nascosti che conoscevo di Dakar fra cui il mercato dei feticheur,degli sciamani. La mia compagna si è fatta una idea romantica del Senegal,solo perchè non abbiamo incontrato i bambini mendicanti  per le strade,la realtà è che ogni tanto il governo decideva che dovevano sparire,per dove non lo so;c'è un conflitto tra mussulmani ortodossi e cattolici perche questi ultimi fanno proselitismo proprio con questi bambini raccogliendoli dalle strade, talvolta dolcissimi altre tristi la loro età và dai 7 ai 12 anni...girovagano con un barattolo di conserva di pomodoro in cui la popolazione generosamente versa del cibo.Debbo anche dire che i Marabou raccolgono questi bambini e li allevano per poi inviarli in giro per il Senegal a mendicare per loro o per farli divenire Bay Fall che è la polizia della città santa... naturalmente dopo avergli dato in anticipo le chiavi del paradiso (...) A Touba il Califfo ne  mantiene moltissimi,l'ambiente è piuttosto austero e comunque restano vestiti di stracci...   

Jeanne mi provoca qualche problema con la mia compagna e devo allontanarla con decisione, riaccompagno la mia compagna all'aereoporto,si lascia andare a un momento di commozione e piange,è una specie di momento d'addio anticipato,di li a poco ci separeremo definitivamente ma ancora non lo sapevo o non volevo saperlo (...)Nell'affollato mondo che gira intorno a casa mia ormai c'è di tutto,un nigeriano che se ne stà ai bordi del villaggio a pochi metri dal mare e che campa commerciando ora fumo ora le sue qualità di gigolo,beve molto specie superalcolici e non è ben visto dalla polizia degli alberghi (...)
neppure Bachili è ben visto cosi come la maggior parte dei musicisti percussionisti e neppure a parlarne delle donne.      

 Al riguardo girano voci messe in giro ad arte vuoi dalla gelosia vuoi dai moralisti locali (...)si dice che a casa mia si svolgono orge sino all'alba etc...Un giorno arrivano due industriali benestanti che lavorano nel campo della moda iataliana e la moglie di uno di loro,una  bionda tanto bionda da attizzare bianchi e neri alle piu torride fantasie sessuali.
Mi acquistano qualche quadro e mi parlano di un loro progetto,raccogliere in un solo luogo certi coloranti vegetali per tessuti che avevano identificato nell'arte locale del batik,in breve mi propongono di essere il loro rappresentante locale,ovviamente ben renumerato,una manna per me.vengono spesso a farmi visita,talvolta si sofferma per un the piu a lungo la bionda,chiacchiera amabilmente con Jeanne,con me,con il francese.Jeanne è un po troppa disinvolta ed esibisce la sua relazione appena cominciata con me,il suo complesso d'inferiorità verso le bianche la spinge ad una competizione di seduzione con la mia compagna; ben presto mi rendo conto che il rapporto è di una inconsistenza assoluta,si esaurisce in poche settimane pur restando una amicizia dovuta piu che altro alla socialità trascinante di Jeanne.   

Ogni tanto scoppia un dramma,la polizia degli alberghi arresta lei e la sua amica,mentre la l'altra  prende la cosa con filosofia sapendo che di li a poco dopo una romanzina saranno liberate Jeanne inonda il malcapitato poliziotto che l'arresta di insulti e calci negli stinchi guadagnandone sberle  tra urla e strilli e insulti che continuano sino a notte inoltrata nella guardina del posto di polizia.vado a tirarla fuori e pago qualcosa per arrangiare la cosa e ne ricevo larvate minacce da parte del comandante che trova riprorevole la mia condotta al villaggio (...) Jeanne mi dirà che la sua reazione era dovuta al ricatto sessuale pronunciato nei s